11/05/18 - Missioni Segrete



Il Comandante ALFA è l’uomo dietro la maschera, che chiamano “Mefisto”, mitico fondatore del GIS, interviene quando servono le forze speciali.

Una serata importante del programma LIONS WEEK Mantovano che a Viadana ha visto uniti i 3 Lions Club del casalasco in un incontro con una figura leggendaria dell'arma dei carabinieri; Il Comandante "ALFA" del GIS (gruppo interventi Speciali dei Carabinieri) che ha parlato della sua esperienza in questo speciale reparto. Una vita di sacrifici, per essere sempre a disposizione dello stato, sempre pronto a lasciare casa e famiglia entro 30 minuti dalla chiamata, sempre a disposizione 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno. Il Comandante Alfa, è stato il primo con altri quattro compagni della Brigata Tuscania a far parte del GIS, il Gruppo di Intervento Speciale dell’Arma dei Carabinieri voluto dal presidente Cossiga a fine anni ’70. Risolvono i casi (rapimenti, guerre, sommosse…) quando investigazioni e negoziazioni non bastano: subentrano loro, come extrema ratio, e assicurano alla giustizia sequestratori, omicidi, ribelli, autori di attentati.

La sua presenza ha riempito i posti disponibili dell’Auditorium di Viadana, lo scorso venerdì 11 maggio, sera in cui il Comandante Alfa – incappucciato, non identificabile – era relatore di un intermeeting organizzato dai Lions Club Viadana Oglio Po, Lions Club Casalmaggiore e Lions Club Sabbioneta Nova Civitas insieme al Rotary Club Casalmaggiore Viadana Sabbioneta, grazie alla preziosa collaborazione di Fabio Binaschi. I presidenti di tutti i club di servizio – Maela Rossi, Carlo Pellegri, Angelo Favagrossa e Alessandro Gnaccarini – hanno sottolineato nei loro interventi di apertura il valore della serata e del relatore, con il suo bagaglio di medaglie e riconoscimenti (è il carabiniere più decorato d’Italia) e soprattutto di successi nelle missioni portate a termine fra Italia, Iraq, Bosnia Erzegovina, Afghanistan.

Ora il Comandante Alfa scrive anche libri, nei quali narra la straordinarietà delle sue missioni e l’ordinarietà della sua vita di uomo, di marito, di padre, di bambino che fu, partito da una cattiva Castelvetrano (Sicilia: mafia, sì) alla quale ritorna come benefattore, donando fondi agli ospedali pediatrici con i proventi delle sue pubblicazioni, sperando che altri emulino il suo esempio. Ha toccato tanti temi, il Comandante Alfa, anche rispondendo alle tantissime domande del pubblico: la paura (“ne ho avuta? certo: se non avessimo paura, saremmo degli squilibrati mentali. L’importante è saperla dominare”), la famiglia (il nonno, la moglie, i figli, gli sperati nipoti), l’addestramento e i passaggi per entrare nel GIS, le emozioni e l’intesa con i compagni di azione, il coraggio e gli ordini, l’imprevedibilità della Magistratura e il futuro del governo italiano, la vita, la morte, la vendetta, i giovani d’oggi: “Sono molto intelligenti, ma sono distratti da troppa tecnologia, distolti dalla realtà, quindi confusi. Ma non sono i bamboccioni che ci vengono descritti: hanno solo bisogno di esempi, di testimoni”.

E ha auspicato che gli italiani siano (stiano) più vicini alle forze di polizia, ha rassicurato ai ragazzi che tutti gli obiettivi sono raggiungibili, ha più volte sottolineato il senso, il fine, del fare bene e del fare del bene. Alla serata erano presenti, oltre ai presidenti dei club citati, il vicesindaco di Viadana Alessandro Cavallari, il comandante della Polizia Locale di Viadana Doriana Rossi, il presidente della Associazione Nazionale Carabinieri di Viadana Salvatore De Felice. I libri pubblicati dal Comandante Alfa, tutti per i tipi Longanesi, sono “Missioni segrete” (2018) , “Io vivo nell’ombra” (2017) e “Cuore di rondine” (2015).


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