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DISTRETTO 108 IB2

ORIGINI  DEI  LIONS 

1917-2017 Cento anni di storia del Lions Clubs International

Cento anni fa, dopo il voto del Congresso, il 6 aprile 1917 gli USA dichiaravano guerra alla Germania entrando a gamba tesa nel primo conflitto mondiale che sarebbe terminato, con la sconfitta degli imperi centrali, l’undici novembre 1918. Sempre cento anni fa, un assicuratore di Chicago, segretario di un “Business Club”, attivo nel supportare l’entrata in guerra scrivendo articoli infiammanti sul Chicago Tribune, a difesa e del libero traffico sui mari e della democrazia, fondamento della federazione dei 48 stati del continente americano, di fronte al silenzio che all’epoca regnava sul mondo del bisogno, scrive ai leaders di altri vari clubs di uomini di affari o filantropici, pullulanti in America, proponendo loro di fondersi in una sola “grande associazione di servizio umanitario” volta alla solidarietà verso i bisognosi.

Il 7 giugno nasce così a Chicago, nell’East Room dell’Hotel La Salle, The International Association of Lions Clubs che tiene la sua prima convention a Dallas, in Texas, dall’8 al 10 ottobre dello stesso anno, eleggendo democraticamente il suo primo presidente, Dr. W. P. Woods dell’Indiana, e Melvin Jones, l’assicuratore che aveva promosso la fusione, Segretario, carica che manterrà fino al 1961 anno della sua morte. L’Associazione divenuta di fatto internazionale nel 1920 estendendosi in Canada e nel 1926 in China. Partita con 24 clubs e duecento soci, celebra il suo secolo di vita con 1.400.000 soci organizzati in 46.000 clubs presenti in 210 Paesi o aree geografiche del mondo.

Classificata “premier” organizzazione di clubs di servizio dalle Nazioni Unite, alla fondazione delle quali partecipa scrivendo i cap. IX e X della Carta firmata il 25 giugno del 1945, concreta la sua solidarietà con 700 milioni di ore lavorate gratuitamente dai suoi soci che elargiscono ai bisognosi 670 milioni di dollari ogni anno anche attraverso la fondazione LCIF che interviene ovunque vi sia un disastro naturale o una situazione di emergenza e con progetti a medio lungo termine di testimonianza solidale. Con il suo primo club (1916) denominato “Lions Club Faunder” di Austin in Texas e con il primo della “International Association of Lions Clubs” il “Chicago Center” nel 1917 - ancora operante ed attivo - inizia il secondo secolo di servizio in un momento in cui il mondo è sotto attacco di terroristi fanatici, guerra non dichiarata ma mondiale che mina il libero svolgersi della vita attentando alla sicurezza ed alla tranquillità dei circa 7 miliardi e mezzo di abitanti.

L’Associazione e sopravissuta alla seconda guerra mondiale, alla caduta degli Zar, alla fine di due ideologie massimaliste, la comunista e la nazista, a ben tre giorni neri delle borse, a guerre regionali, a primavere ed inverni di tante nazioni, alla crisi profonda della famiglia alla deurbanizzazione delle aree rurali, alla trasformazione della comunicazione, alla conquista dello spazio, di alcuni suoi pianeti ed alla scoperta di altri dove è possibile vi sia - o vi sia stata - vita.

Ha continuato a progredire ed in Italia, dove approdò il suo primo Club a Milano nel 1951, conta 1.300 clubs che coprono un ottavo della superficie giurisdizionale delle municipalità, ha avuto due Lions divenuti Presidenti della Repubblica (Segni e Leone), ha la migliore scuola di cani guida per i non vedenti d’Europa, ha ricostruito le zone terremotate della Valle del Belice, Friuli, Irpinia, Centro Italia, ha una organizzazione di Soccorso Sanitaria che lavora anche in Africa, il servizio del libro parlato ed un centro per la raccolta degli occhiali usati, centri per gli anziani e per disabili sparsi su tutta la penisola, partecipa al miglioramento della vita comunitaria con azioni di sussidiarietà, promuove il benessere sociale, è riconosciuta per essere credibile, affidabile, concreta, ha dato all’Associazione ben 14 componenti il Board dei Direttori ed un Presidente Internazionale - il 78°- e si attesta tra le nazioni più attive nel servizio verso i meno fortunati nel fisico, nella spirito, nel corpo sociale.

Ma il mondo è in subbuglio. E mentre l’Associazione, con il suo piano del centenario raggiunge 200 milioni di persone, aiutando i giovani, debellando la cecità prevenibile e curabile, lottando contro la fame del mondo e l’ignoranza e migliorando l’ambiente e si impegna a debellare il diabete, il mondo assiste ad una crisi climatica, con circa 2 gradi di calore in più, che desertifica enormi aree, fa diminuire i ghiacciai, crea crisi di acqua, immanenza di corruttela, fame ed impoverimento di interi strati sociali con ricchezza ristretta all’8% della popolazione, perdita delle identità nazionali ed individuali, crisi di sistemi politici, di vita familiare ed individuale. La terra in sovvertimento con terremoti a macchia di leopardo, forse dovuti anche alle trivellazioni che giungono a toccare aree sensibili del pianeta. Un quadro a detta di alcuni “apocalittico” che forse si è avuto già nella storia del pianeta, ma che oggi si mostra con con- glutinazioni multifattoriali che non generano ottimismo.

Come nel 1929 in America e poi durante tutti i periodi di catastrofi umane ed umanitarie ovunque nel mondo, l’Associazione si appella ai benevolenti, ai suoi Lions ed a tutti coloro che in partnership vogliono affrontare questa sfida planetaria ed essere in fratellanza compassionevole e solidarietà civica accanto a chi soffre, ai diseredati, ai negletti, agli abbandonati, a quanti soli e nel bisogno facendo a volte l’impossibile per essere loro accanto ed aiutarli per sfamarsi, sopravvivere, acculturarsi divenire cittadini liberi ed operosi idonei a far progredire ed amare i loro Paesi.

Lions Clubs International lo fa con la gioia di donare assumendo la responsabilità di lavorare per superare questo particolare momento della storia dell’uomo. Ne è orgoglioso. Come lo è di quanti nei 17 Distretti italiani lavorano indefessamente nel loro turnover di responsabilità, i Governatori Distrettuali testimoniando un sistema democratico unico al mondo che fa di ogni Lion un leader pronto ad accettare le sfide del domani nel segno del motto “We serve” che da un secolo lo caratterizza.

Jones ed altri furono dei sognatori. Anche oggi lo siamo; ma ci infuturiamo nel secondo secolo di vita con la certezza del successo e delle azioni e delle opere che I’infinito mondo del bisogno attende. Non possiamo deluderlo. Ed ancora una volta la cronaca diverrà storia. Dell’umanità.

Cerimoniere

Sara Barbi

barbigb@virgilio.it

+39 339 6222608

Tesoriere

Luciano Aldo Ferrari

info@studioferrari.eu

+39 335 207188

DIT

Pezzini Gabriele

pezzini.g@mac.com

+39 333 4616869

Segretario

Federica Silistrini

fsilistrini@gmail.com

+39 347 2284492